pubblicato in data 15 Gen 2026

A mezzo secolo dal rivoluzionario Documento Falcucci, l’Italia celebra il primato europeo nelle politiche di inclusione scolastica, ma deve fare i conti con criticità strutturali che minano il diritto allo studio degli alunni più fragili. È questo il messaggio emerso con forza durante il Convegno Nazionale “Educare all’inclusione”, svoltosi ieri, 14 gennaio, presso la Sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Tra i protagonisti del dibattito, Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, che ha tracciato un bilancio tra i traguardi raggiunti e le riforme ancora necessarie per rendere l’inclusione un processo reale e non solo normativo.

Il paradosso degli organici

Se da un lato il sistema italiano è un modello di riferimento, dall’altro soffre di una cronica instabilità dei docenti di sostegno. Secondo Pacifico, la chiave di volta risiede in una ridefinizione radicale degli organici.

“Bisogna trasformare la metà dei posti che oggi vengono assegnati tramite supplenza in organico di diritto”, ha dichiarato il leader sindacale. Il riferimento è ai cosiddetti “posti in deroga”, cattedre che ogni anno vengono attivate per coprire le necessità effettive ma che, restando formalmente provvisorie, impediscono ai docenti di stabilizzarsi sulla stessa classe per più anni.

Continuità didattica: oltre la “conferma” dei supplenti

Pacifico ha riconosciuto il merito del governo nell’aver aumentato il numero di specializzati sul sostegno, un percorso definito necessario anche per il futuro. Tuttavia, ha espresso forti riserve sulle recenti proposte di “conferma” del supplente da parte delle famiglie o della scuola: “Senza trasformare i posti in organico, la conferma da parte della famiglia e dei supplenti non è la soluzione”.

Secondo l’Anief, queste misure non risolvono il problema sollevato a livello comunitario. Il sindacato ha infatti ricordato l’accoglimento dei propri reclami collettivi in Europa, che chiedono risposte strutturali contro l’abuso dei contratti a termine e a favore di una reale stabilizzazione che garantisca agli studenti disabili di avere lo stesso insegnante durante tutto il ciclo scolastico.

Un impegno per il futuro

Il convegno si è chiuso con la consapevolezza che, se il Documento Falcucci ha aperto la strada cinquant’anni fa, la sfida odierna è quella della qualità e della stabilità. Per Pacifico e per le sigle sindacali, l’inclusione non può passare solo per la buona volontà dei docenti, ma deve poggiare su un sistema di reclutamento che metta al centro la dignità del lavoro e, soprattutto, il benessere degli alunni.

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