pubblicato in data 15 Feb 2019

È in scena presso il teatro “Arciliuto” di Roma, dal 12 al 20 febbraio, lo spettacolo dal titolo “Canta che ti passa”, scritto e diretto da Barbara Begala ed interpretato, oltre che dalla stessa regista, anche da Anna Vinci con la partecipazione del Maestro Vito Caporale dei Baraonna.

La commedia è una vera e propria “macchina del tempo” che viaggia dagli albori del ‘900, sino al termine del secondo conflitto mondiale, esplorando il cambiamento dei costumi, delle mode e dei generi musicali. Si parte con le classiche “operette” che caratterizzarono i primi anni del XX secolo.

Un itinerario dunque che ripercorre magistralmente “tappe” assai importanti dell’epoca scorsa: dall’Operetta con le sue celebri arie, al Cafè Chantant con le seducenti sciantose giungendo al Varietà e alle soubrette tutte piume e strass fino all’Avanspettacolo che fu una vera e propria “palestra” per tutti quegli attori ed attrici, destinati/e a lasciare un segno indelebile nella storia del cinema e del teatro.

Con grande professionalità, Barbara Begala ed Anna Vinci, hanno fatto rivivere nomi illustri come Lina Cavalieri, Ettore Petrolini, Wanda Osiris e Nino Taranto. Il tutto accompagnato da gag molto ben strutturate tra le due attrici ed il Maestro Caporale che, per la prima parte dello spettacolo, fa uso della sua capacità mimica per comunicare i propri pensieri oltreché delle sue mani per far rivivere al pianoforte quelle note ormai celebri.

Ciò che colpisce lo spettatore è la notevole capacità di entrare nei panni di personaggi e situazioni diametralmente opposte fra loro, nell’arco di pochi minuti o, in certi momenti, addirittura secondi. Si passa dunque, attraverso scene divertenti (come la rivalità tra le due cantanti del primo ‘900), ai drammatici eventi che colpirono l’Italia nel corso delle due guerre mondiali.

Un particolare degno di nota è la capacità del trio di coinvolgere il pubblico, facendolo sentire non soltanto spettatore ma co-protagonista della commedia. Ci sono tutti gli ingredienti per un divertimento garantito e, come ha detto al termine dello spettacolo il “papà” dell’Arciliuto, Enzo Samaritani: “Io questi eventi li ho vissuti tutti, anche quelli dei primi del ‘900, grazie ai nonni. La caratteristica principale di questo spettacolo è che non c’è una bugia!”

Appuntamento dunque al teatro Arciliuto fino al 20 febbraio (con una pausa il giorno 15).

 

Stefano Boeris