pubblicato in data 21 Giu 2020

Paul Mazzolini, in arte Gazebo è il protagonista della prima puntata di stagione monografica di OTS. Sul nostro palcoscenico radiofonico i ritmi della italo-disco degli anni ottanta, un fenomeno musicale nato alla fine degli anni settanta e scaraventato in vetta alle classifiche mondiali degli anni 80 grazie proprio a Gazebo.

Quattro ascolti musicali per raccontare la carriera del re della Italo Disco, Gazebo e la vita privata di Paul: “Masterpiece” “I Like Chopin” “La Divina” e in chiusura “Wet Wings”. La colonna sonora di questa intervista si apre con “I Like Chopin”, nuova edizione dello storico successo mondiale una versione che Gazebo dedicata a tutti gli eroici medici ed infermieri che sono stati e che sono in prima linea nella lotta al Covid19. Nel 1983 poco più che ventenne Gazebo è in vetta su tutte le classifiche mondiale. Figlio di un diplomatico italiano e di un’americana, nasce il 2 febbraio del 1961 in Libano, a causa del lavoro del padre, tracorre la giovinezza in giro per il mondo cambiando ogni quattro anni amici e scuola, ma guadagnando la conoscenza di ben 5 lingue. Lui si definisce la “pecora nera” della famiglia, e grazie alla madre impara a suonare vari strumenti diventando nel tempo un ottimo polistrumentista e autore delle sue canzoni.

Il lavoro a quattro mani con Pierluigi Giombini lo porta in cima alle charts del mondo è il 1982 e tutte le radio suonano “Masterpiece”, la canzone ispirata dal film di Bill Wilder “Viale del Tramonto” racconta sul ritmo dance la storia di una diva di Hollywood che ha reso la propria vita un capolavoro…

Il successo di “Masterpiece” viene bissato, l’anno dopo, nel 1983 con “I Like Chopin”, un titolo classico vestito di dance per indottrinare i giovani discotecari di tutti il mondo, alla musica classica. L’operazione riesce… alle prime note di piano tutto il mondo impazzisce per questa canzone.

Stile e garbo caratterizzano Gazebo. Autore dai testi socialmente impegnati si contrappone al musicista dance che sul pentagramma dispone le sette note per creare i primi tormentoni della storia della musica. Al posto dei refrain “Shake your Ass” lui preferisce le citazioni letterarie apprese nel corso della sua formazione artistica e di vita.

Nel brano “Masterpiece” in “Four-on-the-floor” racconta la storia di una diva in decadenza mentre in “La Divina” l’arte di un cantante lirico finisce nel dimenticatoi delle strade di una città distratta.

In questa intervista Paul Mazzolini mostra ogni lato della sua esistenza. Senza veli racconta la scelta del nome Gazebo, i compromessi non accettati, le canzoni scritte per comunicare un sentimento, uno stato d’animo. Tutto vissuto sempre e rigorosamente in stile italo-disco.

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(a cura di Fabrizio Silvestri)