pubblicato in data 20 Giu 2020

Secondo Ganoona le vibrazioni negative sono quelle che “La gente meschina rende acido il pH della mia anima”. Il rapper italo-messicano in “Bad Vibes” ci porta in una delle puntate della serie “Black Mirror”, ambientate in una inquietante e futuristica realtà distopica in cui la tecnologia ha plasmato in modo irreversibile i rapporti e le abitudini umane, cambiandoli per sempre.

Ganoona nel suo ultimo singolo da titolo “Bad Vibes” canta un mondo di malinconie nascoste, lavori alienanti e divertimenti forzati, dove l’intimità di un abbraccio diventa l’unica salvezza dalle “Bad Vibes”, da quelle energie negative che cercano di prendere il sopravvento su di noi. In questo nuovo singolo le sonorità urban-pop si tingono di RnB e Soul, mentre sullo sfondo le percussioni e i fiati “andini” riconducono al mondo latino-americano intrinseco della produzione artistica di Ganoona. «A tutti è successo di sentirsi ingabbiati in un lavoro che non ci stimola e ci fa impazzire. Allora ci rifugiamo nei nostri smartphone, nella vita sociale a tutti i costi, senza prenderci un attimo per ascoltarci» spiega Ganoona a proposito di “Bad Vibes” «nella canzone canto immagini innocenti, infantili, per descrivere la sensazione di insicurezza, di alienamento dalla realtà, dove l’unica oasi sicura forse è l’abbraccio silenzioso di una persona che ci vuole bene».

Il videoclip di “Bad Vibes”, diretto da Lorenzo Chiesa, racconta l’esigenza di dar sfogo al proprio desiderio di libertà in un periodo storico – quello della quarantena – in cui il corpo è costretto rimanere in casa e quindi sottoposto alla restrizione del movimento. Nel video si susseguono diverse riprese amatoriali aventi per protagonisti diversi ballerini e performers della crew The Collective che ballano all’interno delle loro abitazioni, creando un’atmosfera di intimità e unione attraverso movimenti di danza e stili espressivi diversi. A fine anno atteso il suo album.

Se con Ganoona abbiamo respirato ambientazione dark con Tavo entriamo nelle sfumature dei sentimenti. Tavo, Francesco Taverna all’anagrafe di Alessandria, presenta il suo terzo estratto dall’EP “Theia”. Dopo “Il Tempo Di Ballare” canzone di un amore potente ed incondizionato, come quello tra madre e figlio, e “Annabelle” l’immutabilità dei sentimenti autentici nel tempo e nello spazio, “Gange” rappresenta la fotografia di un momento più agrodolce: la fine di una relazione. Avvalendosi di un’ironica componente testuale, TAVO canta e ritaglia i contorni di una fotografia dove protagonista indiscussa è la sera, con il senso di solitudine e smarrimento che spesso l’accompagnano. Ma cosa c’entra il Gange con la fine di un amore?

«“Se almeno una volta nella vita non ti sei immerso nel Gange, hai vissuto solo a metà” dicono gli induisti. Quando ho letto questa frase ho pensato che con le lacrime che ho versato io per amore, il Gange lo avrei sicuramente riempito – spiega il giovane cantautore – Perciò sono arrivato a questa conclusione: se almeno una volta nella vita non hai pianto per amore, hai vissuto solo a metà».

Il videoclip di “Gange”, firmato da Lorenzo Chiesa, è incentrato sulla figura di TAVO e la sequenza di immagini ruota attorno alla tematica della solitudine imposta dall’attuale stato di quarantena. Gli eventi che scandiscono il tempo celano il desiderio di un contatto umano, speranza, questa, circoscritta però esclusivamente alla dimensione onirica in cui è immerso il protagonista.

“Theia” è il titolo del nuovo EP di TAVO, un disco intimo e a tratti autobiografico in cui l’autore ci catapulta in paesaggi spaziali ed onirici raccontandoci come dagli errori possano nascere cose meravigliose, così come 4,5 miliardi di anni fa da una collisione tra la Terra e un gigantesco pianeta chiamato Theia è nata la Luna.

Quella Luna che veglierà sulla nostra estate 2020 vestita di abiti colorati e accessori ricercati che allontanano lo spettro della primavera pallida e anonima vissuta in quarantena forzata e senza glamour… Marianna Bonovolontà ci suggerisce cosa indossare in questa estate di sole, guanti e mascherine.

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(a cura di Fabrizio Silvestri)