Importanti novità e una vera e propria svolta sindacale in arrivo per gli insegnanti di religione cattolica (IRC). Dopo anni di blocco e precariato cronico, si sblocca finalmente l’iter delle assunzioni e si aprono nuove tutele legali per il recupero dei diritti negati, con risarcimenti che in alcuni casi stanno toccando cifre record.
A fare il punto della situazione è il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, che ha tracciato il bilancio delle ultime vittorie sindacali e annunciato i prossimi passi, che vedranno il sindacato a stretto contatto con i vertici della Chiesa italiana.
Lo sblocco delle assunzioni e i nuovi concorsi
Il primo grande traguardo riguarda la stabilizzazione del personale, ferma da oltre vent’anni. Il sindacato è riuscito a scardinare un sistema di forte immobilismo che penalizzava i docenti specializzati.
“Finalmente siamo riusciti, per gli insegnanti di religione, a sbloccare innanzitutto quelle graduatorie che erano state congelate del concorso del 2003, degli idonei, e qualcuno di loro è stato finalmente assunto, cosa veramente assurda in questo paese”, spiega Marcello Pacifico.
Ma le novità non si fermano al concorso storico. “Con un concorso straordinario siamo riusciti anche a far assumere altri insegnanti di religione che avevano più di tre anni di servizio. Parliamo di una procedura non selettiva, che permetteva di valorizzare questi anni di esperienza. Anche sul fronte delle immissioni in ruolo abbiamo sbloccato i numeri: per anni si parlava di appena 200 o 300 unità, mentre finalmente oggi stiamo parlando di alcune migliaia. Dobbiamo continuare così”, rilancia il presidente Anief.
Il dialogo con la CEI e i prossimi appuntamenti
Data la particolarità dello status giuridico degli insegnanti di religione, legati all’idoneità diocesana, Anief ha attivato un canale di comunicazione diretto con i vertici ecclesiali, creando una sezione appositamente dedicata all’interno del sindacato.
“Stiamo dialogando con i vescovi e con i cardinali”, conferma Pacifico. “Il prossimo autunno faremo nuovi appuntamenti a Napoli e a Città della Pieve alla presenza di due cardinali, perché dobbiamo discutere ovviamente un tema delicato che riguarda direttamente i rapporti con la CEI (Conferenza Episcopale Italiana)”.
La via dei ricorsi: risarcimenti fino a 70.000 euro
Accanto all’azione politica e pattizia, resta fondamentale la tutela legale per chi ha subito anni di precariato. Le aule di tribunale stanno dando ragione ai docenti, riconoscendo indennità economiche pesantissime a carico del Ministero.
“Con i ricorsi stiamo facendo attribuire persino 60-70 mila euro di risarcimento per chi ha fatto più di dieci anni di precariato nella scuola”, evidenzia il leader di Anief.
Le violazioni dei diritti coprono uno spettro molto ampio di voci stipendiali e contrattuali. Pacifico ricorda che, tramite il portale del sindacato, è possibile agire per vie legali per “recuperare il risarcimento danni per l’abuso dei contratti a termine, il diritto alle ferie non godute, la Carta del Docente, il pagamento delle mensilità estive, il salario accessorio negato in passato e la ricostruzione integrale della carriera”. Si tratta di somme fondamentali non solo per il presente, ma anche per il futuro previdenziale dei lavoratori: “Sono soldi utili nella maggior parte dei casi per la pensione, perché faranno aumentare l’assegno futuro”.
Come verificare la propria posizione: lo “screening gratuito”
Per facilitare l’accesso a queste tutele, il sindacato ha predisposto una modalità semplificata sul proprio sito web. I docenti possono muoversi in due modi: aderire direttamente ai ricorsi se conoscono già il diritto negato, oppure richiedere una valutazione preventiva della propria storia lavorativa.
“Nel sito dell’Anief c’è una pagina che abbiamo chiamato ‘screening gratuito'”, conclude Marcello Pacifico. “Si compila un modulo, si carica il proprio stato matricolare o di servizio e si viene ricontattati gratuitamente. Il docente verrà informato dettagliatamente sui propri diritti e solo allora deciderà se procedere con i legali in convenzione con l’Anief per portare avanti il ricorso e ottenere quanto gli è stato tolto”.
