pubblicato in data 22 Mar 2022

La crisi che fa seguito al conflitto in Ucraina sta danneggiando pesantemente non solo il comparto agricolo, come abbiamo già denunciato, ma anche il settore della pesca e degli allevamenti.
L’aumento dei costi del carburante e i limiti imposti dalla PAC sui terreni coltivabili hanno determinato una scarsità di produzione di mangimi. La conseguenza diretta è che gli allevamenti non hanno approvvigionamenti necessari per nutrire il bestiame e molti allevatori sono costretti ad abbatterne i capi. Sul mercato, quindi, diminuisce la distribuzione di latte, carne e uova. Non meno gravi sono le condizioni di vita dei pescatori, la cui attività è fortemente limitata dal caro del gasolio, che non riescono più a portare nei mercati la consueta quantità di pescato.
“Una situazione fin troppo allarmante – il commento di Nicola Tavoletta, presidente nazionale di Acli Terra che chiede che vengano ascoltate le istante delle lavoratrici e dei lavoratori dei comparti agricolo, alimentare e ittico. – È necessario attivare con urgenza l’Energy Recovery Fund, come dichiarato dal Ministro Patuanelli e di garantire il mantenimento del reddito agricolo e la sicurezza alimentare per i cittadini. Inoltre, Acli Terra chiede che venga riconosciuto come usurante il lavoro dei pescatori, tra i più danneggiati da questa terribile crisi”.