pubblicato in data 10 Lug 2022

C’è aria di grande soddisfazione e animazione all’interno della storica emittente di Civitavecchia fondata nel lontano 1978. Radio Blue Point è entrata nel mux Space Dab, la nuova tecnologia digitale che – come già avvenuto per la televisione – andrà gradualmente a sostituire l’analogica frequenza di radiodiffusione della FM. Tramite i due impianti di trasmissione situati a Frascati e Sezze, il segnale di Radio Blue Point potrà essere ricevuto, nelle radio digitali e nelle autoradio delle autovetture prodotte del 2015 in poi, sul canale 10A in tutto il territorio laziale, Roma città inclusa. Un potenziale di ascoltatori di oltre 6 milioni di persone. E’ un evento davvero storico per l’emittenza di Civitavecchia, in quanto nessuna altra radio è riuscita a raggiungere tale traguardo. Grazie ai due impianti di Civitavecchia ed Allumiere, resta ovviamente invariata la copertura tramite la vecchia FM nel triangolo Civitavecchia – Amiata – Argentario nelle due frequenze 104.900 e 104.800 mhz. Radio Blue Point può essere ascoltata anche in streaming sul sito radiobluepoint.it e su Alexa con lo skill “Alexa metti Radio Blue Point”.

Ne parliamo con Bruno Martini, fondatore e direttore di Radio Blue Point

Come nasce Radio Bluepoint?
Negli anni durante i quali nascevano più radio private che bambini, Civitavecchia non faceva eccezione. Erano tante nel 1978 le radio che trasmettevano in città ed alcune già in possesso di una certa professionalità. In quel tempo un ragazzo sedicenne innamorato della radio e di musica rock (o pop come allora si definiva), per ascoltare Jimi, Janis, Airplane, The Who, spendeva le sue nottate alla ricerca di deboli e altalenanti segnali in AM provenienti oltremanica da radio ormai leggendarie come Radio Virgin, Radio Caroline, Radio Luxmbourg Chiaro che quel ragazzo non avrebbe potuto resistere al fenomeno radiofonico che stava nel contempo esplodendo e tramite amici degli amici, entrò a far parte di una radio chiamata Zenith. Trasmetteva da un vecchio casale, era già ben attrezzata ma soprattutto era vicino casa e la cosa per gli scarsi mezzi motori a disposizione, non era affatto sgradita. Un pomeriggio durante uno dei frequenti stop al trasmettitore, lui e un amico più grande ma solo per carta d’ identità, decisero di fare il grande passo. Una radio tutta per loro. E’ così che il ragazzo, Bruno Martini e l’adulto solo “cartaceo” Alberto Carli, fondarono Radio Blue Point. Era la primavera del 1978. Qualche amico radunato per l’occasione, un trasmettitore surplus militare, un’antenna autocostruita, i dischi portati da casa, una cantina nel quartiere popolare di Campo dell’Oro e poco altro ancora. Tutto qua, però che gioia quando i 96.800 mhz si riempirono di Radio Blue Point. Così iniziò una storia avvincente, fatta di cambi, successi, crisi, entrate, uscite, chiusure e rinascite. Quaranta anni che sarebbe bellissimo raccontare ricordando fatti e persone che di Radio Blue Point hanno fatto la storia, sarebbe bellissimo da scriverci un libro ma non qè questa l’occasione. Nel 2016 il segnale di Radio Blue Point era ormai spento da anni. Anche la passione di Bruno Martini per la radio era rimasta sopita ma mai spenta del tutto. Successe che grazie anche ad una serie di fortunati incontri riuscì l’ardua impresa di riportare in vita in FM Radio Blue Point.

In Italia ma anche in Regione ci sono tante radio locali,  tutte quasi uguali, non c’era il rischio di perdersi nell’oceano radiofonico?
Quello che dicevo prima. La cosa migliore da fare è uscire dagli schemi, proporre qualcosa di diverso. Credi che sia del tutto inutile che una rado locali scimmiotti il palinsesto di un grande network e proponga gli stessi format. Sarebbe come Davide e Golia dove stavolta nel vincitore non c’è sorpresa.

Qual è l’identità e lo stile di Bluepoint?
Come recita uno dei nostri slogan, Radio Blue Point è differente da sempre. Differenze non solo nella programmazione musicale che come ben sai è orientata al rock degli anni 60 e 70 ma differente forse lo è ancora di più per l’approccio. Essere fuori dai ranghi, fare scelte coraggiose, non seguire gli standard dei palinsesti delle altre radio. Insomma essere liberi di fare ciò che vogliamo, metterci in gioco ed essere soddisfatti di delle scelte che facciamo. Se poi queste scelte sono apprezzate anche dal pubblico meglio ancora

La sua chiusura e la sua riapertura. Avere un FM e una grande passione. Quale la mission?
Nel 2016 il segnale di Radio Blue Point era ormai spento da anni. Non era spenta però la passione. Successe che grazie anche ad una serie di fortunati incastri riuscì nell’ardua impresa di riportare in vita in FM Radio Blue Point che oggi può contare su ben tre frequenze, 96.600 mhz per la zona intorno a Frosinone e 104.900 per Civitavecchia, l’Alto Lazio e la bassa Toscana. Certo oggi la radio è cambiata e anche un po’ a malincuore ci siamo dovuti adeguare alle nuove tecnologie. Oggi sarebbe impensabile non interagire con i social e per questo siamo presenti in rete sui canali streaming e nella RadioTV social. Però lasciami dire – ma so già che tu sei d’accordo –  la magia dell’etere, la meraviglia del suono che esce dalla radio, resterà per sempre inarrivabile e mai nessun segnale elettronico potrà mai avere lo stesso fascino. Mi chiedi qual’è la mission?  Guarda ti rispondo molto semplicemente, fare una radio moderna che riesca a crescere ed affermarsi sempre di più ma soprattutto senza tradire lo spirito libero e creativo del 1978. Forse a qualcuno potrà non piacere ma a noi va bene così. Mica dobbiamo per forza piacere a tutti per poi magari non piacere più a noi.

L’arrivo del Dab e tante novità. Cosa è successo?
Ti dico la verità se un giorno dovesse succedere alle radio – e purtroppo succederà – quanto già successo per le TV passate al digitale e quindi saranno costrette ad abbandonare la FM, quel giorno per me non sarò un bel giorno. Però se tu in casa tua puoi continuare a fare una radio “artigianale”, nulla puoi contro la tecnologia  che avanza. Se vuoi continuare a fare radio la scelta del digitale è obbligatoria. Del resto guarda quanto sta succedendo alle TV minori in molte costrette a chiudere per il non adeguamente alle nuove tecnologia. Diciamo che, parafrasando Dalla, ci stiamo già preparando e siamo già in DAB per Roma, Latina e relative provincie.

Qualche nuovo progetto?
Direi che l’ingresso nel mux Space DAB abbia assorbito tutte le nostre risorse. Del resto credo che passare da 100.000 a oltre 6 milioni di potenziali ascoltatori rappresenti un bel balzo in avanti, epocale direi. Quindi, pur ovviamente non tradendo il nostro modo di fare radio, dovremo aver cura di cambiare qualcosa nel palinsesto soprattutto a livello di servizi. Penso ai notiziari, al meteo , al traffico che dovranno ovviamente riguardare una zona molto  più ampia. Ad essere sinceri qualcosina in più ci sarebbe ma al momento meglio non dire. Posso chiederti se  ….. ti piace la Toscana?