pubblicato in data 10 Lug 2021

Si intitola così la rappresentazione che vede come protagonisti Manuela Bisanti e Giancarlo Porcari e come firma di regista quella di Matteo Vacca.

Lo spettacolo scritto nel 1983 da Dario Fo e Franca Rame è stato portato in scena nella meravigliosa cornice dell’Orto Botanico di Roma nei giorni 7 ed 8 luglio; tra risate, applausi ed anche momenti di riflessione, il pubblico ha potuto seguire un ritmo recitativo costante (e mai calante) dei protagonisti.

La storia narra di una coppia in crisi che tra pseudo bugie, tentativi di suicidio e accuse reciproche cerca una dimensione nuova per “tentare” di salvare il matrimonio. Questa potrebbe essere la trasformazione in una “coppia aperta”.

Antonia non si sente più amata da suo marito che, tra continue relazioni extraconiugali, cerca nuove emozioni in ogni donna che incontra. Egli, infatti, è un fautore della “coppia aperta” e questa sua idea di rapporto moderno rappresenta una condanna per la povera moglie.

Inizialmente, la tristezza di Antonia sarà tale da indurla ad ipotizzare il suicidio; poi però in lei scatta una convinzione: si rende conto di essere ancora giovane e dunque pronta per iniziare un nuovo rapporto sentimentale. Proprio quando sembra ruotare tutto a suo favore ecco che il marito, fino ad allora sicuro delle proprie idee di “modernità”, comincia a provare una gelosia morbosa e fa di tutto per impedire alla moglie di continuare una storia con un professore universitario, fisico, nonché candidato al premio Nobel.

Un plauso agli attori Manuela Bisanti e Giancarlo Porcari che hanno dimostrato ancora una volta la loro grande professionalità. Durante la recitazione, i due artisti hanno dovuto “movimentare” la scena, spostando in continuazione dei pannelli ad incastro che sottolineavano la “crisi” o se preferite lo “sfascio” del rapporto.

In base al tipo di situazione, Manuela e Giancarlo muovevano, con una sincronia perfetta, box con le ruote cubi su cui salire e scendere e pannelli colorati senza mai però perdere velocità nelle battute.

Uno spettacolo, dunque, molto ben strutturato grazie anche all’occhio vigile del regista Matteo Vacca che ha curato ogni minimo dettaglio.

Una ripresa partita davvero in maniera brillante dopo oltre un anno di interruzione.

Auguriamoci di leggere presto nuove date per questa rappresentazione che, come detto ad inizio articolo, racchiude in sé sarcasmo, risate, riflessioni ma soprattutto tanti applausi

Stefano Boeris