pubblicato in data 27 Ott 2022

I segnali da un incontro a Roma  su“L’architettura del cerimoniale della Repubblica”.  Il mondo dello spot, delle istituzioni e delle associazioni  riuniti per promuovere la cultura condivisa del rispetto dei simboli della Repubblica e delle regole del cerimoniale istituzionale. Un incontro promosso da ANCRI e dall’USSI con la condivisione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e del CONI, aperto dal Presidente del CONI Giovanni Malagò; dal Prefetto Lamberto Giannini, Capo della Polizia . Abbiamo chiesto al prefetto dr. Francesco Tagliente, organizzatore dell’evento e moderatore del dibattito, di illustrarci i temi in campo.

Ad una occhiata distratta si può pensare ad una di quelle riunioni accademiche, istituzionali, con tanta retorica e poca concretezza. Riflettendoci e leggendo con attenzione si scopre invece che la sostanza del discorso è di stretta attualità, è pratico, è concreto.  Viene messo in chiaro che i comportamenti e il rispetto del protocollo istituzionale e relazionale, il rispetto delle forme e delle regole non sono formalismi ma rappresentazione di questioni di sostanza, che possono influire sui comportamenti di molti giovani. A violare con superficialità regole rispetto sono spesso gli stessi protagonisti del protocollo istituzionale, con i loro atteggiamenti sciatti e distratti. Ne parliamo con il prefetto dr. Francesco Tagliente, organizzatore dell’evento e  moderatore del dibattito che ha caratterizzato la giornata nel Salone d’Onore del Coni il 26 ottobre

Alla base dell’incontro la volontà di promuovere la cultura e il rispetto delle istituzioni,  ma anche quella di dare un contributo a ridurre, con un linguaggio  e degli atteggiamenti positivial degrado etico e morale che sta caratterizzando la società dei nostri giorni e che alla fine banalizza e condiziona la vita di tutti, soprattutto dei giovani. Senza una guida e un punto di riferimento. Una sua battaglia personale da anni….

Questo degrado giovanile è il frutto dell’affievolimento della potestà genitoriale e dell’autorevolezza scolastica. E c’’è una responsabilità anche della comunicazione, non solo dei social, ma anche di alcuni film, alcune serie televisive violente che vengono emulate dai giovani. Ora, a fronte di tutto questo, noi facciamo il nostro piccolo cercando di dare una informazione positiva, sperando che l’emulazione di alcuni verso il rispetto possa aiutare

Partiamo dall’ Inno Nazionale. Sembra banale e retorico parlarne. Però ….

Il nostro Inno nazionale non può essere interpretato in maniera soggettiva, come una canzonetta pop, anche in occasione delle cerimonie ufficiali in occasione delle competizioni internazionali, come è accaduto alle Paralimpiadi di Pechino dell’anno scorso. Dobbiamo comprendere il significato autentico dell’inno nazionale che va intonato nella versione formulata, pensata da Goffredo Mameli e Michele Novaro. E’ una versione possente e dinamica di canto di popolo e non la canzonetta da bar

E il tricolore? Bandiere ormai rovinate, strappate dal vento e dal tempo, sgualcite. Una questione di rispetto. E ci sono norme precise

Non è più possibile vedere bandiere messe male, strappate, logore anche su edifici pubblici. E su questo, naturalmente, non possiamo che continuare a parlarne, perché io sono molto convinto che questo sia solo il frutto della disinformazione  Sul tema c’è da dire che il nostro ordinamento  prevede una sanzione penale per la mancanza di rispetto alla dignità delle bandiere e si parla di vilipendio. Per il decoro invece la norma è prescrittiva priva di sanzione. Al riguardo, con una lettera indirizzata ai gruppi parlamentari di Camera e Senato ho chiesto di valutare l’opportunità di inserire o, anche di 50 euro per la violazione delle norme sul decoro delle bandiere

Fascia tricolore, onorificenze, quei  cerimoniali spesso ritenuti sovrabbondanti?

Alcuni sindaci, per fortuna pochi, indossano il tricolore su abiti, soprattutto d’estate, non consoni alla dignità del simbolo che rappresenta quel tricolore. Sono gli stessi cittadini a reclamare una maggiore attenzione su questi aspetti.

Poi c’è ancora il tema delle onorificenze, farlocche. Bisogna fare chiarezza tra le onorificenze legittime e quelle che non lo sono, ricordando che il nostro ordinamento dispone che è vietato il conferimento di onorificenze e decorazioni da parte di enti o associazioni private e che i trasgressioni sono punibili con la reclusione.

Fondamentale inoltre anche capire come accogliere gli ospiti perché, a volte, un errore sull’accoglienza e sulla precedenza nelle cerimonie ufficiali, soprattutto se ci sono i riflettori delle telecamere può incidere sulla immagine istituzionale di un ufficio, e creare situazioni imbarazzanti sia di immagine che di relazione.

E veniamo ai giovani. Sensibilizzarli è impresa disperata. Eppure bisogna portarli  a comprendere il senso e la necessità  di modificare certi comportamenti estremi

Partiamo dal fondo. Non è possibile assistere a talk show di gente che in studio si agita, aggredisce. Usa un linguaggio di odio, di violenza perché la trasgressione è soggetta all’emulazione soprattutto da parte di quelle fasce di giovani più soggetti all’emulazione. Negli ultimi tempi sono sempre più evidenti delle bande che  emulano le bande criminali di altri Paesi. Bande minorili che emulano i fatti criminali del Sud,. Il fenomeno è serio ed è grave, Va affrontato. A volte lo scaricano sulla polizia. Ma la polizia che può fare nei confronti di un minore che a volte addirittura ha meno di 14 anni? Bisogna mettersi tutti intorno a un tavolo, anche con la famiglia. Poi monitorare, cercare di capire, dopo, un determinato periodo di tempo che cosa è successo in quella famiglia. Perché se persiste l’atteggiamento di insofferenza o di indifferenza è necessario arrivare a misure più estreme dal punto di vista amministrativo. Nei casi più drammatici va valutata anche l’opportunità della sospensione dell’esercizio della potestà genitoriale o altre misure.

Francesco Vitale