pubblicato in data 25 Gen 2022

Il 2021 si è chiuso in calo e anche il 2022 non sembra invertire il trend. L’analisi di Agimeg, riportata sul blog di SlotMania, è inquietante per il settore del gioco legale italiano, soprattutto per quanto riguarda i dati ricavati dai concessionari e dai bollettini del Dipartimento delle Finanze.

Stando ai numeri del report, infatti, la raccolta delle slot ha toccato un giro d’affari di 7,7 miliardi, vale a dire meno 27,3% rispetto al 2020, quando si erano toccati i 10,6 miliardi. Numeri che hanno tutto un altro sapore se vengono paragonati a quelli del 2019, del periodo pre pandemia: 22,9 miliardi di euro. Anche le VLT segnano una brusca battuta d’arresto, passando dagli 8,1 miliardi del 2020 ai 6,9 miliardi dello scorso dicembre, per 14 punti percentuali in meno.

A questo proposito Roberto Calugi, direttore di Fipe ConfCommercio è intervenuto all’audizione con la Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, in vista dell’approvazione del Decreto Milleproroghe. “In due anni – ha spiegato – abbiamo perso 45mila imprese e i consumi nella ristorazione sono crollati di oltre 56 miliardi di euro. L’inizio del 2022 presenta pesanti sofferenze soprattutto nei centri storici delle città d’arte dove i locali sono costretti a chiudere per mancanza di clienti. A questo si somma una crisi devastante per la ristorazione collettiva, falcidiata dalla ripresa dello smart working, per le catene commerciali, soprattutto quelle operanti negli aeroporti e nelle stazioni”.

Una parziale contro risposta, però, è quella che arriva dal gioco online, che sale del 45% in un anno. Cartina al tornasole del cambiamento delle abitudini dei giocatori è quella relativa alle scommesse sportive: se la rete fisica fa registrare un calo del 30%, quella a distanza sale invece del 35%. Un vero e proprio sistema di vasi comunicanti, dove se cala una parte sale l’altra.

Capitolo a parte quello relative alle entrate salariali: le slot machine hanno versato quasi 2 miliardi allo stato, vale a dire -28% rispetto allo scorso anno, mentre crolla il gettito delle VLT (-76%, 0,6 miliardi di euro). In generale, quindi, l’erario ha registrato un calo di 4 miliardi di euro, passando dagli 11 del periodo pre pandemia ai 7 attuali. E se non c’è stato un vero e proprio crollo si deve soprattutto al gioco online. Ma non basterà quest’ultimo ad arginare la crisi. Serve un intervento robusto della politica. Perché il settore del gioco legale non può essere lasciato solo. E non possono essere lasciati soli i suoi lavoratori.