pubblicato in data 28 Dic 2020

L’ANIA – Associazione Nazionale Italiana Artisti, ideatore e produttore dell’unico e legalmente autorizzato del Festival della Canzone Napoletana chiamato più comunemente Festival di Napoli, annuncia ufficialmente che la manifestazione prevista inizialmente al teatro Mediterraneo il 10, 11 e 12 dicembre è stata rinviata al 28, 29 e 30 dello stesso mese a causa delle limitazioni in vigore dettate dal DPCM. Il divieto forzato però non ha scoraggiato gli organizzatori di ANIA che hanno voluto fortemente comunque garantire la realizzazione dell’evento.

Quest’anno infatti la sesta edizione della kermesse sarà effettuata al 100% online e questa modalità sarà la prima sperimentazione di livello mondiale di un concorso canoro.

L’evento si sposterà dalla sua sede prevista inizialmente, il teatro Mediterraneo, al Salotto Napoletano del Casale dell’Abate dimora di proprietà di Massimo Abbate, figlio del grande Mario, e direttore artistico della manifestazione. Situato tra il territorio orvietano e quello amerino, il Casale è ricco al suo interno di libri, enciclopedie, strumenti e oggetti di pregio appartenenti prevalentemente alla storia e alla cultura partenopea. Il Casale si trova su oltre 400 metri d’altezza s.l.m. e possiede 3 ettari di campagna pittoresca, ondulata e boscosa ed è sede del Salotto culturale della Canzone napoletana. Sarà proprio il Salotto il fil rouge di collegamento tra una esibizione e l’altra.

Una sorta di talk show all’italiana condotto e diretto da Massimo Abbate, direttore artistico dell’evento, e Lino Pariota, direttore musicale.

Gli amanti del festival nella prima serata potranno aspettarsi un’atmosfera musicale simile a quella dei cinque anni precedenti in riferimento alla Sezione New Generation.

Gli appassionati della musica classica napoletana potranno invece assistere, anche quest’anno, alla presentazione della Sezione Lyric e riascoltare i grandi successi indimenticabili del periodo d’oro.

La vera novità di quest’anno è invece tutta nella terza serata.

Molti dei popoli facenti parte del bacino del Mediterraneo parteciperanno all’evento.

Saranno celebrate anche le cinque precedenti edizioni: la lineup del 2020 sarà la più grande nei cinque anni di storia del festival con artisti internazionali alcuni dei quali vantano un ascolto mensile su Spotify di milioni di persone.

NEW GENERATION

Prima serata, 28 dicembre 2020

  • I finalisti della Sezione New Generation sono:
  • Sool Food VocalistTutto in un sogno di S. Capriglione
  • Emanuele Matrullo – ‘E pparole ca nun dice di G. Esposito
  • Luca Sorrento: Comme vulesse di L. Esposito e E. D’Alise
  • Enrica La Femina: ‘Na vota ancora di E. La Femina e G. Rienzo
  • Adelaide Cuciniello: Nonna Lì di A. Cuciniello e L. Iovine
  • Stephano e Il Buono: ‘A strada ‘e casa mia di S. Marcato, S. Commaruta e S. Giardino
  • Fatma Mema e Enea Cerashi: Passa nuttata e va’ di L. Selo e Libaba
  • Imma D’Inverno: Sta città di M. Guida e G. Campagnoli
  • Gustavo Martucci: Napule futtetenne di L. Somma e G. Martucci
  • Maria Ossino: Le donne non si toccano di I. Romano
  • Massimo Penza: ‘O tiempo di G. Donniacuo e A. Del Grosso
  • Special Guest (con contributi video)

Marco Buracchi: Napule is in my hearth di M. Buracchi

(chitarrista, compositore, insegnante di chitarra)

Giusi Barone: Voglia d’alluccà di E. Nicolò e L. Pariota

(Vincitrice Festival di Napoli 2015)

Marianna Corrado: Addò me porta ‘o mare di C. Troiano e P. Marotta

(Vincitrice Festival di Napoli 2016)

Antonya Di Iorio: Core e penziero di A. Di Iorio e L. Pariota

(Vincitrice Festival di Napoli 2017)

Concetta De Luisa: Puortame cu’ tte di C. De Luisa e A. Buonagiunto

(Vincitrice Festival di Napoli 2018)

Antonio Petrosillo: Parlanno ‘e te di M. Petrosillo e A. Petrosillo

(Vincitore Festival di Napoli 2019)

  • Conducono dal Salotto culturale del Casale dell’Abate:maestro Massimo Abbate e maestro Lino Pariota

SEZIONE LYRIC

Seconda serata, 29 dicembre 2020

  • Rosita Rendina: Ie te vurria vasà di Russo e Di Capua (1899)
  • Gennaro Monè: Tu, ca nun chiagne di Bovio e De Curtis (1915)
  • Linda Petriccione: Voce ‘e notte di Nicolardi e De Curtis (1903)
  • Gianluca Pantaleone: Quanno tramonta ‘o sole di Russo e Gambardella (1911)
  • Mariya Movchan: ‘O sole mio di Capurro e Di Capua (1898)
  • Andrea Russo: ‘A vucchella di D’Annunzio e Tosti (1907)
  • Annarita Terrazzano: La Rosa di D’Arienzo e Mercadante (1848)
  • Salvatore Minopoli: Silenzio cantatore di Bovio e Lama (1922)
  • Marco Ferrante: ‘A canzone ‘e Napule di Bovio – De Curtis (1912)
  • Camilla Carol Farias: La Danza di Rossini (1830-1835)
  • Antonio Landolfi: Fenesta ca lucive di Genoino e Bellini (1942)
  • Suoneranno il pianoforte:

– per la sigla di apertura il maestro Riccardo Fiorentino: E’ Napule di Mario Abbate e Massimo Abbate

– per l’accompagnamento ai cantanti lirici il maestro Alfredo Giordano Orsini

– per l’accompagnamento alla sigla finale il giovane pianista Riccardo Iozzia Ambrosino:E’ Napule interpretata da Massimo Abbate e Raffaella Ambrosino.

  • Ospiti della serata con interpretazioni live:

– il maestro Riccardo Fiorentino con La Caduta di Piedigrotta (parafrasi per pianoforte solo della canzone Scetate di F. Russo e M. Costa di cui ascolteremo solo la rielaborazione musicale)

Raffaella Ambrosino con ‘O surdate nammurato di Califano e Cannio (del 1915, liberamente ispirata all’interpretazione di Anna Magnani dallo spettacolo Nannarella scritto e diretto dalla stessa Ambrosino).

  • Special Guest (con contributi video)

Dominika Zamara: Stizzoso mio stizzoso di Pergolesi M° Robert W. Butts

Claudio Sgura: Dicitincelle vuie di Fusco e Falvo (1930)

Olga Zhuravel Maselli: Santa Lucia di Cottrau (in ucraino)

Rodolfo Maria Gordini: Core ‘ngrato di Sisca e Cardillo (1911)

Benedetta Kim: Tu ca nun chiagne di Bovio e De Curtis (1915)

  • Special Guest di Arte Culinaria

Chef Claudio Menconi, Campione mondiale di arte e intaglio

VOCI DEL MEDITERRANEO

Terza serata, 30 dicembre 2020

L’internazionalità dell’edizione 2020 è alla base del nostro progetto ed è per questo che abbiamo deciso di fare un ennesimo sforzo produttivo: vogliamo portare il Festival di Napoli nel mondo e portare il mondo, con tutte le sue omogeneità e diversità musicali, a Napoli. E’ come se durante questo viaggio tanti pescatori, ammaliati dal suo canto, avessero seguito Partenope e le avessero reso omaggio, ciascuno per la sua terra, interpretando una canzone tipica, espressione del territorio.

  • Napoli: Riccardo Fiorentino Tarantella di primavera
  • Albania:

Ester JokIndifferentemente

Luljeta StrefiValsi I lumturise

Luljeta StrefiPutpuri

Kastriot TusciaLoti si ar

  • Sicilia: I BellamorèaStidda Lucenti
  • Calabria: ParafonèNo Suli No Luna
  • Puglia: I Terraros Tarantella dell’incerto
  • Spagna: Mercedes Gomez Gago Noc he de Boda
  • Portogallo: Trio Joao Frade Danca das Estevas
  • Sardegna: I Tazenda – S’istoria
  • Malta: Spiteri Lucas Band L-Ewwl Tfajla li Habbejet
  • Marocco: Nour Eddine Fatty UMA – Progetto “Taragnawa project”
  • Grecia: Prof. Iannis TsolcasLe Sirene, Canto XII dell’Odissea

“Abbiamo sempre nel cuore il nostro rapporto di quattro anni con il teatro Politeama e siamo per sempre grati alla famiglia Caccavale per aver dato una possibilità al festival.

Guarderemo sempre indietro alla piccola sala prove di Rino Giglio, a via D. Fontana, al Vomero dove il festival ha fatto i suoi primi passi, poco distante da Antignano dove storiograficamente è nata la canzone napoletana.

Non dimenticheremo i bei ricordi, in particolare il nostro rapporto di lavoro con gli artisti che di anno in anno si univano sempre più numerosi al nostro team operativo. Molti si sono fermati alla prima delusione mostrando grande fragilità, altri hanno insistito migliorandosi e vincendo, mostrando caparbietà e convinzione.

Il Festival di Napoli ha dimostrato di essere una risorsa di grande valore.

La crescita continua è importante per la sostenibilità di qualsiasi evento su larga scala e il Festival di Napoli ci fornisce lo spazio e la vetrina necessari per realizzare la nostra visione sulla canzone napoletana.

Siamo entusiasti del fatto che grazie a questo festival tutti i paesi del mondo e i loro artisti stiano dando il benvenuto a noi e al nostro festival musicale ma sopratutto al ritorno della canzone napoletana in grande stile.”