pubblicato in data 10 Gen 2021

Mentre i politici giocano sulla scacchiera del potere pensando soprattutto alla loro sopravvivenza il paese è sempre più nei guai e la situazione, da qualunque parte la si guardi sta sfuggendo di mano. Il vaccino è in campo, ma prima che incida seriamente sulla situazione passerà un sacco di tempo. Intanto il vaccino dilaga, e le dighe servono a poco. Colpa degli stravizi natalizi? Possibile. Siamo qui a lodare ogni giorno in televisione il comportamento degli italiani, così ligi e osservanti delle regole. Ma c’è chi ha fatto di testa sua – e sono stati evidentemente molti – ingenuità, strafottenza tutta italiana,  superficialità e ignoranza sparse a piena mani, e adesso la famosa curva torna a salire. Il numero dei  contagiati, di quelli a rischio, di quelli che restano in un’area grigia (il tampone rapido si rivela un boomerang?) continua a salire. E il governo pur distratto da altro deve reagire. Scuole aperte? Forse, ma piano, da quel versante le voci sono contrastanti: pochi contagiati, no tanti, non si capisce. Ma perché rischiare? Abbiamo trascurato la scuola per anni e improvvisamente è diventata cruciale. Anche se mette a rischio un sistema, delle vite. L’economia va a picco? Ma se il Covid divora risorse e vince dovunque, anche nelle regioni virtuose come il  Veneto e la Puglia, non andrebbe a picco lo stesso? La pandemia si è mangiata l’equivalente di una città di provincia, più di settantamila morti, una media di cinquecento vittime al giorno e la spirale non si interrompe, parliamo di non meno di quindicimila decessi al mese, di sessantamila contagiati al mese e, cosa che non si sottolinea abbastanza, i guariti – tanti grazie a Dio – mediamente si portano strascichi più o meno seri per mesi. Sommiamo i dati per tre, sei mesi. Se non riusciamo a stoppare il fenomeno con misure energiche il bilancio umano sarà pesantissimo. Qualche sacrificio, anche pesante, è doveroso e dovuto.  Lo Stato non ha più soldi per pagare tutto e tutti, è superindebitato e andrà a fare nuovi debiti? Tutto vero. Ma si può risparmiare un po’ dovunque, come fanno le famiglie italiane, prima di arrendersi. Si può tagliare il superfluo e chiedere aiuto a chi i soldi li ha. E’ il momento di tagliare le tasse, di annullare i debiti agli italiani, di condonare tutto per consentire a chi è con l’acqua alla gola di resistere finché il peggio sarà passato. Ma chi ci governa è in grado di gestire tutto questo? Chi pensa soprattutto a salvare quelle posizioni di privilegio economico e di potere? Siamo messi male.

(Giovanni Tagliapietra – Online News)