pubblicato in data 10 Nov 2020

Frequenza in presenza, no meglio a distanza; anzi no, meglio ancora con la didattica integrata, ma solo per le superiori. Infanzia ed elementari? Indispensabile la presenza. E se c’è un caso positivo? Isolamento fiduciario, cioè no, quarantena… a casa. Chiama il responsabile Covid che chiama il SISP, che chiama il medico di base, che chiama la Asl, mentre tu devi rimanere a casa…

Sono solo alcune delle frasi raccolte da genitori, docenti, responsabili degli istituti scolastici di tutta Italia, quando si trovano con casi (presunti o reali) di positività in una classe. Il rischio di fare confusione e soprattutto non sapere cosa fare è frequente. Come definire un contatto stretto, rispetto a un altro? Quando fare il tampone? E se si quale è il più consigliabile?

Siamo andati a nel centro di Roma, cuore della Asl Roma 1 dove abbiamo incontrato la dr.ssa Monica Carfora, dirigente di Pronto Soccorso Ospedale Santo Spirito. Importante conoscere le regole, ma evitare anche inutili allarmismi

Ascolta la dr.ssa Monica Carfora

(a cura di Francesco Vitale)