pubblicato in data 28 Dic 2020

Sommersi dal Covid, poi sommersi dal vaccino, con una offensiva mediatica imponente, martellante, alla fine fastidiosa e dunque sospetta. Quanta panna montata, quanta retorica istituzionale, quanto odore di regime. La celebrazione del Vax Day ha finito per rappresentare una delle peggiori esibizioni della informazione di regime, con un crescendo rossiniano abilmente orchestrato dal governo per  mandare segnali precisi all’opinione pubblica stremata da un Natale rigidamente Lockdown. Televisioni, radio, giornali, l’universo web e social sono stati scatenati per 24 su un unico obiettivo: convincere gli italiani che la via imboccata è quella giusta, che il governo è virtuoso e che porterà il paese fuori dal tunnel. Attorno all’arrivo del vaccino si è creato un clima di attesa mediatico spasmodico, i giornalisti si sono trovati a fare spintoni per vedere un furgone imboccare tra carabinieri, poliziotti e blindati schierati l’ingresso dello Spallanzani. Poi le immagini dei cinque soggetti chiamati a recitare la parte di cavie e diventati subito degli eroi nazionali. Foto, filmati, interviste, dichiarazioni e sorrisi. Che l’ufficio stampa del Ministero della Salute ha provveduto a far arrivare alle redazioni già pronti, confezionati in pacchetto regalo. E poi, a seguire, le stesse immagini da altre parti d’Italia. Con contorno di dichiarazioni fiume del ministro Speranza in tutte le salse. Nessuna critica, nessuna voce di dissenso, nessuna domanda imbarazzante, nessuna sortita dissonante. Tutto qui? E la pandemia come va? Non va meglio purtroppo, i buchi neri restano, il virus non si ferma, se queste vacanze di lockdown spinto e attenuato non funzioneranno, vaccino o non vaccino saremo ancora nei guai e non avremo molte altre armi. Che poi il vaccino è arrivato in dosi ridottissime, un minimo aziendale per la propaganda, il resto arriverà un po’ alla volta. Siamo in ritardo come al solito e gli effetti si vedranno molto più avantiu. Intanto abbiamo azzerato l’informazione su tutto il resto, abbiamo messo la sordina alla politica e alla crisi di governo. Conte resterà? L’effetto-consenso maturato con il vaccino serve a tenere sotto controllo l’opinione pubblica, non gli avversari politici.  C’è modo di votare? Forse no, e questa è un’altra variabile delicatissima: se il Covid dovesse rendere problematico in primavera slitterà tutto. Ma poi interverrà il semestre bianco legato alla elezione del nuovo presidente della Repubblica. E si slitterà all’anno prossimo. Con Conte premier? Comunque vada siamo quasi rovinati. Ci salverà il virus? Un nuovo, rigido lockdown?

(Giovanni Tagliapietra – Online News)