pubblicato in data 22 Feb 2022

Si chiama “The European Club Footballing Landscape” il nuovo report stilato di recente dalla UEFA e analizzato dal sito GamingInsider. Un rapporto che ha il compito di guardare e analizzare lo stato di salute del calcio comunitario per club.

L’aspetto, ovviamente, non è quello sportivo, quello tecnico, bensì quello finanziario, perché il calcio è sempre di più un’industria, potentissima e ricchissima, colpita però in modo irrimediabile dalla pandemia da Covid 19.

“La lezione degli ultimi due anni è stata che solo con la solidarietà e la collaborazione il calcio europeo può superare le sfide esistenziali come la pandemia – ha spiegato il presidente Aleksander Ceferin – Questa è stata anche la lezione tratta dal cosiddetto progetto Super League. Le azioni egoistiche di pochi sono state contrastate dall’unità del calcio europeo: tifosi, club, giocatori e federazioni nazionali“. E nel report si parla di futuro, di programmazione. Si parla quindi di sponsor, tra i quali si distinguono le aziende del settore come gli operatori di gioco, che rientrano tra le voci principali nei bilanci di club e competizioni europee: il loro contributo è pari al 19% degli sponsor, con un aumento di due punti percentuali rispetto allo scorso anno. Una crescita che ha dell’incredibile, visto che in molti paesi, come l’Italia, sono in vigore norme proibizioniste che impongono il divieto di pubblicità al gambling.

Tra questi troviamo anche Francia, Danimarca e Spagna, gli ultimi ma solo in ordine di tempo ad aver varato restrizioni alle compagnie di gioco d’azzardo per quanto riguarda la presenza sulla maglia o sui cartelloni pubblicitari. Nella Liga spagnola la limitazione è entrata in vigore dalla stagione attualmente in corso, nonostante sette club avessero siglato un accordo di sponsorizzazione con dei bookmakers. Quattro di questi sono rimasti senza sponsor. Un danno economico di incredibile portata.

Danni che non vengono commentati da Ceferin, che anzi continua: “Il report testimonia anche la grande solidità e resilienza del calcio europeo e il suo approccio unificato. Alla fine la pandemia ci renderà solo più forti”. La percezione, però, è che la situazione economica del calcio sia critica. Per questo occorre un nuovo piano, una nuova riforma, che guardi anche al settore economico di ampio respiro dopo un 2021 salvato parzialmente dal segmento online. Serve dialogare con la politica, ad esempio, per porre fine a norme restrittive che non hanno portato a nessun passo in avanti. Ma, al contrario, a clamorosi segni meno per tante attività.